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mercoledì 29 marzo 2017

Il bianco ed il rosso della Lega Anseatica

La Lega Anseatica o Hansa (termine derivante dall’antico tedesco Hanse che significava «raggruppamento») fu una lega di commercianti di città rivierasche del Mare del Nord e del Mare Baltico estesasi, tra il 1358 ed il 1669, ad altre città anche non marinare ma collegate con le prime da stretti legami di commercio e con carattere soprannazionale. 
Il primo nucleo della Lega Anseatica risale all’unione tra Lubecca ed Amburgo del 1241, cui si aggregarono successivamente altre, tra loro alleate. Benché questa fosse diretta da città soggette al Sacro Romano Impero e composta da molte altre città imperiali, aderire a essa non significò mai entrare a far parte politicamente dell’Impero stesso, ma solo essere ammessi a partecipare ai diritti del mercante tedesco all’estero. Il commercio della Lega Anseatica fu a un tempo terrestre (trasporto di merci dell’Europa centrale e orientale e persino dell’Asia al mare e viceversa) e marittimo (vero e proprio monopolio fra le opposte rive dei mari del Nord e Baltico): esportava lana e metalli greggi dall’Inghilterra, dalle Fiandre prodotti locali e quelli che vi affluivano dall’Europa meridionale e specialmente dall’Italia, scambiandoli nell’interno della Germania, della Polonia e della Russia con pellicce, grano, legname da costruzione, metalli greggi e lavorati, prodotti dell’Estremo Oriente. Favorita dalla forza stessa che le veniva dall’unione di tante città, gelosa ed energica nella difesa dei suoi diritti la Lega Anseatica, con a capo Lubecca, poté svolgere la sua attività commerciale anche per la tranquillità che le assicurava l’Impero, che evitò di turbarne il pacifico sviluppo. 
Dopo la metà del 1400, il lento affermarsi di nuove forze politiche nel Mare del Nord e sul Baltico (la dinastia dei Tudor in Inghilterra, quella dei Wasa in Scandinavia), l’ostilità degli Olandesi e la conquista di Novgorod da parte degli zar, che vi chiusero l’agenzia con i magazzini, furono l’inizio della lenta decadenza della Lega Anseatica. Quasi a percorrere un destino parallelo con le repubbliche marinare di Genova e Venezia nel Mare Mediterraneo, i colpi mortali alla potenza della Lega Anseatica arrivarono dalla scoperta dell’America e, successivamente, dalla Guerra dei Trent’Anni. La sua ultima riunione si tenne nel 1669 (Lubecca, Amburgo e Brema) e lo scioglimento formale venne deciso nel 1862. 
Il ricordo dell’antica Lega Anseatica, oggi, sopravvive nel nome di alcuni prodotti commerciali di successo, di alberghi e strutture pubbliche, non soltanto in Germania. 
Un filo invisibile che accomuna molte antiche città della Lega Anseatica si mantiene poi nell’araldica locale, ispirata ai colori bianco e rosso che identificavano Lubecca. L'antico stemma di Lubecca era rosso con una croce bianca ed il primo Re di Danimarca (Eric di Pomerania) era anche Re di Lubecca. Il Mare Baltico, a differenza del Mediterraneo nell’epoca romana, nel passato non ha mai trovato una unità politica. Ma i colori bianco e rosso di molte località del sud e le bandiere nazionali delle sponde fennoscandinave ispirate a quella danese (Norvegia, Svezia e Finlandia), accomunano in modo romantico le terre che vi si affacciano, nel nome della Lega Anseatica e del Regno di Danimarca.

domenica 19 marzo 2017

La bandiera polacca di Tartu

La prima volta che i Russi aggredirono il territorio dell’attuale Estonia fu nel 1558, quando le forze armate della Moscovia guidate dallo zar Ivan il Terribile invasero la regione nel contesto degli eventi passati poi alla storia con il nome di Guerra di Livonia. 
Il vescovo di Dorpat (l’attuale Tartu), pur non avendo opposto alcuna difesa militare, venne arrestato ed imprigionato a Mosca. 
Questo episodio determinò il successivo intervento dei Polacchi, che nel 1582 completarono la conquista della Livonia meridionale. 
Le radici che pongono Tartu quale storica “capitale culturale” dell’Estonia risalgono proprio a quel periodo. Proprio durante la dominazione polacca, Dorpat divenne nel 1598 capitale di un voivodato (in Polacco: Województwo dorpackie; in Estone: Tartu vojevoodkond). Vi furono istituiti il “Gymnasium Dorpatense”, un liceo gestito dai Gesuiti, ed un seminario per traduttori. La città ricevette le insegne biancorosse della bandiera polacca personalmente dal re Stefano Báthory. 
Le attività culturali furono improvvisamente interrotte dalla guerra tra Polonia e Svezia dell’inizio del 1600. Dopo ripetuti tentativi, nel 1601 il tradimento del capitano Hermann Wrangel favorì l’ingresso delle truppe svedesi a Dorpat. Ma il 13 aprile 1603 i soldati della Polonia, sotto il comando del condottiero (hetman) Jan Karol Chodkiewicz, dopo un breve assedio ripresero la città, dove i 1000 soldati svedesi si arresero furono espulsi e vennero scortati fino all’Estonia. Per effetto di un’altra guerra tra Polonia e Svezia, nel 1625 la Polonia perse definitivamente il possesso di Dorpat. 
Il seme culturale precedentemente piantato in epoca polacca comunque riuscì a germogliare e nel 1632 il re di Svezia Gustavo Adolfo patrocinò la fondazione della “Universitas Dorpatensis”, ovvero l’attuale Università di Tartu. 
La traccia indelebile della Polonia resta a Tartu nella sua bandiera, che oggigiorno è esposta con molta frequenza e continuamente in vari punti della città.

martedì 8 novembre 2016

Storia della bandiera della Germania

1 Vessillo giallo-oro con aquila imperiale nera: Sacro Romano Impero della Nazione Germanica o “Primo Reich” (Heiliges Römisches Reich Deutscher Nation), dal 1512 al 1806;

2 Tre bande orizzontali nera, rossa e giallo-oro: Confederazione Germanica (Deutscher Bund), dal 1815 al 1866;

3 Tre bande orizzontali nera, bianca e rossa: Confederazione Tedesca del Nord (Norddeutscher Bund), dal 1867 al 1871 e Impero Tedesco o “Secondo Reich” (Deutsches Kaiserreich), dal 1871 al 1918;

4 Tre bande orizzontali nera, rossa e giallo-oro: Repubblica Tedesca o “Repubblica di Weimar” (Deutsches Reich / Weimarer Republik), dal 1918 al 1933;

5 Vessillo rosso con cerchio bianco contenente una svastica nera: Germania nazista o “Terzo Reich” (Deutsches Reich; Großdeutsches Reich / Drittes Reich), dal 1933 al 1945;

6 Tre bande orizzontali nera, rossa e giallo-oro: Repubblica Federale di Germania o “Germania occidentale” (Bundesrepublik Deutschland / Westdeutschland), dal 1949 al 1990;

7 Tre bande orizzontali nera, rossa e giallo-oro con stemma centrale contenente compasso e martello circondati da fasci di spighe di grano: Repubblica Democratica Tedesca o “Germania orientale” (Deutsche Demokratische Republik / Ostdeutschland), dal 1949 al 1990;

8 Tre bande orizzontali nera, rossa e giallo-oro: Repubblica Federale di Germania (Bundesrepublik Deutschland), dal 1990 ad oggi.

giovedì 23 ottobre 2014

Il cavaliere lituano alla conquista dell'Europa

Dopo l'Estonia (2011) e la Lettonia (2014), anche la Lituania è ormai nell'area monetaria dell'Euro. A partire dal 1° gennaio 2015, infatti, la maggiore delle cosiddette Repubbliche Baltiche abbandonerà la propria valuta nazionale per adottare quella maggiormente in uso nell'Unione Europea.
Non è errato ritenere che il trittico Estonia-Lettonia-Lituania in un certo senso abbia così completato il processo di riunificazione (doganale, di politica estera e monetaria), recuperando una situazione precedente alla frantumazione sovietica. Ma a parte il fatto che prima l'amalgama era stato forzato dall'alto ed era autoritario, mentre oggi c'è il consenso di popolazioni più consapevoli e mature, a ben guardare la nuova carta geografica si nota una piacevole omogeneità territoriale che da Vilnius arriva addirittura fino a Rovaniemi. Insomma, tanto una crescente compattezza in un settore dove la minaccia russa è costante, ancestrale, giustificata e comprovata dalla storia, quanto un possibile contributo a risolvere i tentennamenti scandinavi lungo il percorso della moneta unica. 
Attraverso i suoi nuovi Euro, inoltre, la Lituania farà girare in tutto il continente il Vytis, ovvero il coraggioso cavaliere bianco che già campeggia nello stemma dello Stato dal lontanissimo 1366. 
I Lituani, come da noi quelli de La Settimana Enigmistica, vantano innumerevoli tentativi di copie, di imitazioni e di appropriazioni indebite del loro cavaliere, da parte di molti vicini e non solo.
Ma grazie ai nuovi Euro ora conquisteranno a pieno titolo tutti i diritti d'autore.
(Dedicato allo stimato Nautilus). 

mercoledì 17 settembre 2014

1932 - Maailma riikide lipud / Bandiere nazionali del mondo

Tingmärkide - Legenda
H Handels- = Kaubalaevadelipp - Bandiera commerciale
K Kriegs- = Sõjalipp - Bandiera di guerra
L Landes- = Territoriaalne lipp - Bandiera territoriale
N Nationalflagge = Riigilipp - Bandiera dello stato
01 = Egiptus - Egitto
02 = Afganistan - Afghanistan
03 = Argentina - Argentina
04 = Austraalia - Australia
05 = Belgia - Belgio
06 = Boliivia - Bolivia
07 = Brasiilia - Brasile
08 = Bremen - Brema
09 = Bulgaaria - Bulgaria
10 = Tšiili - Cile
11 = Hiina - Cina
12 = Costa Rica - Costa Rica
13 = Taani - Danimarca
14 = Danzig - Danzica
15 = Saksamaa - Germania
16 = Saksamaa - Germania
16 = Ecuador - Ecuador
18 = Eestimaa - Estonia
19 = Soome - Finlandia
20 = Prantsusmaa - Francia
21 = Kreeka - Grecia
22 = Suurbritannia - Gran Bretagna
23 = Guatemala - Guatemala
24 = Hamburg - Amburgo
25 = Island - Islanda
26 = Itaalia - Italia
27 = Jaapan - Giappone
28 = Jugoslaavia - Iugoslavia
29 = Kanada - Canada
30 = Kolumbia - Colombia
31 = Kuuba - Cuba
32 = Lätimaa - Lettonia
33 = Libeeria - Liberia
34 = Leedu - Lituania
35 = Lübeck - Lubecca
36 = Mehhiko - Messico
37 = Madalmaad - Paesi Bassi
38 = Norra - Norvegia
39 = Austria - Austria
40 = Panama - Panama
41 = Paraguay - Paraguay
42 = Pärsia - Persia
43 = Peruu - Peru
44 = Poola - Polonia
45 = Portugal - Portogallo
46 = Rumeenia - Romania
47 = Venemaa - Russia
48 = Saarimaa - Saar
49 = El Salvador - El Salvador
50 = Rootsi - Svezia
51 = Šveits - Svizzera
52 = Siiam - Siam
53 = Hispaania - Spagna
54 = Tšehhoslovakkia - Cecoslovacchia
55 = Türgi - Turchia
56 = Ungari - Ungheria
57 = Ukraina - Ucraina
58 = Uruguay - Uruguay
59 = Venezuela - Venezuela
60 = Põhja-Ameerika - Nord America

venerdì 15 febbraio 2013

La nuova bandiera della popolazione Võro

Dalla giornata di ieri, 14 febbraio 2013, il Võro ha adottato una nuova bandiera. Il Võro è una regione storica e linguisticamente ben distinta, situata nell'Estonia meridionale.
La bandiera rappresenta le otto aree storiche dell'antica Võrumaa (Vana-Võromaa: Kanepi, Urvastõ, Karula, Harglõ, Rõugõ, Vahtsõliina, Räpinä e Põlva), che al giorno d'oggi ricade nella Contea di Võru e, parzialmente, nelle Contee di Põlva, di Tartu e di Valga. Il vessillo è stato scelto attraverso un sondaggio proposto in 955 locali ed è stato issato per la prima volta alla scuola Kääpa, a pochi chilometri dalla città di Võru.
Il presidente dell' Associazione Võro VKKF, Triinu Ojar, ha auspicato che nell'Estonia meridionale, dove circa 50.000 persone parlano Võro, abbia inizio l'abitudine di esporre la nuova bandiera accanto a quella nazionale estone.


Sopra: la mappa del territorio in lingua Võro. Sotto: le due bandiere proposte per la scelta

mercoledì 4 aprile 2012

Arcobaleno balto-finnico

Per Balto-finnici si intendono alcuni popoli della famiglia linguistica ugro-finnica, che si stanziarono nel periodo anteriore alla cronologia storica ufficiale nell'area europea settentrionale, compresa tra la penisola scandinava ed i monti Urali. Due di loro (Estoni e Finlandesi) al giorno d'oggi hanno uno stato nazionale; gli altri sono soggiogati ed a causa della forte sottomissione culturale e della globalizzazione rischiano di essere assimilati. Alcuni sembrano inesorabilmente avviati sulla strada dell'estinzione. Ecco chi sono ed ecco i loro colori:

domenica 13 novembre 2011

Curiosità cromatiche nell’araldica dell’Estonia

Ponendo uno accanto all’altro i vari stemmi delle Contee dell’Estonia (Maakonnad), abbiamo notato alcuni particolari cromatici e simbolici che secondo noi riassumono le vicende storiche ed umane passate di questa parte d’Europa.
Nell’illustrazione sottostante abbiamo sistemato i vari stemmi cercando di riprendere in un certo modo la disposizione geografica delle Contee. Ecco quello che abbiamo scoperto.
Il colore rosso è presente solo nelle Contee nordoccidentali, a testimonianza del passato fortemente legato al dominio danese prima ed alla Lega Anseatica dopo. La stessa Dannebrog è addirittura lo stemma della Harju, la Contea della capitale Tallinn. L’aquila con l’aureola della Contea Lääne (che in Estone significa “ovest”, ma è anche la prima parte del Mar Baltico, chiamato Läänemeri) è sicuramente un retaggio dei Cavalieri dell’Ordine Teutonico, che giunsero da quelle parti sia nel nome del Sacro Romano Impero, che del Cristianesimo. Si osservi, tuttavia, che il colore rosso non è presente nella bandiera nazionale estone, laddove l’85% delle bandiere di tutti gli stati del mondo, chi più e chi meno, hanno comunque qualcosa di rosso.
L’azzurro fiore di granturco costituisce, dopo il bianco, il colore più frequente nei vari blasoni locali. Esso fu il simbolo nazionalistico delle popolazioni ugrofinniche, nato nella seconda metà del XIX secolo all’interno dell’Impero Russo; oggi è presente sia nella bandiera nazionale finlandese che in quella estone. Qui lo troviamo con un drakkar vichingo nella Contea insulare Saare, nelle meridionali Valga e Võru e nelle due Viru occidentale e Viru orientale. In queste ultime due, inoltre, è bene evidente la fortezza verso l’oriente russo, che è sempre stato motivo di combattimenti (le spade) in ogni vicenda del passato. Per l’occasione, ricordiamo che i Finlandesi chiamano l’Estonia Viro, derivante appunto dalle due Contee Viru.
Azzurro-bianco-verde è il trittico dei colori dell’antica Livonia, la millenaria entità amministrativa che sparì nel 1918 con la spartizione del suo territorio tra Estonia e Lettonia. Il verde è, poi, il colore della popolazione Võru. Tali colori e simboli li ritroviamo nelle Contee di Viljandi, Jõgeva e Tartu. Nella prima con l’aquila del Sacro Romano Impero e nelle altre due con il richiamo alle acque del Lago di Ciudi (Peipsi).
Capitolo triste per la Contea di Petseri, patria della popolazione Setos. L’Unione Sovietica la scorporò dall’Estonia e la aggregò alla Russia, che tutt’ora si rifiuta di restituirla nonostante la sottoscrizione del Trattato di Tartu del 1920. L’arpa della città Petseri, ribattezzata dai Russi Pečory (Печоры) ed assegnata al distretto di Pskov, è attualmente un simbolo unilaterale estone e solo de jure.
L'evidente prevalenza dei colori derivati dal blu nell'araldica estone