Sunday, 28 September 2014

28 settembre 1994: il naufragio della motonave Estonia

La motonave Estonia, affondata nel 1994.
Le locandine pubblicitarie ed i biglietti della motonave Estonia (15566 tonnellate di stazza) riportavano una scritta che significava navigherete per una crociera che non è come tutte le altre crociere. Arriverete a Tallinn con il viaggio più emozionante del Baltico.
La motonave Estonia salpò dal porto di Tallinn il 27 settembre 1994 alle ore 19:00 con 989 persone a bordo (803 passeggeri), diretta verso Stoccolma, dove era attesa per l'arrivo alle ore 09:30 del mattino seguente. L’atmosfera a bordo della nave era buona e distesa, nonostante i continui colpi del mare agitato che schiaffeggiavano il traverso di tanto in tanto. La velocità era di 15-18 nodi, piuttosto alta nonostante le condizioni del mare, per arrivare in orario a Stoccolma.
Ma la nave non arrivò mai.
Dopo l’una di notte, mentre la nave si trovava a circa 15 miglia dall’isola finlandese di Utö, alcuni passeggeri raccontano di aver percepito un colpo differente dagli altri. La nave sbandò improvvisamente di 40 gradi a dritta; il portellone di prua, da dove erano entrate le automobili, ebbe un cedimento sotto i colpi del mare e l'acqua iniziò violentemente ad entrare. La nave perse stabilità e si rovesciò in pochissimi minuti.
Si può immaginare cosa accadde a bordo: molte persone non riuscirono a raggiungere i ponti superiori perché ferite dal rovesciamento improvviso o perché in cabina vista la tarda ora.
Delle 989 persone solo 137 sarebbero state tratte in salvo dalle squadre di soccorso. 95 furono i corpi recuperati e 757 furono i dispersi, per un totale di 852 vittime.
Nonostante in quel tratto le acque siano profonde poco più di 70 metri nessuna spedizione ufficiale, se non per accertare le cause del sinistro, sarebbe stata poi organizzata per recuperare i corpi imprigionati all'interno dello scafo. Il naufragio della motonave “Estonia” statisticamente passò alla storia come la tragedia marittima che causò il maggior numero di vittime in Europa, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi. La tipologia dell’inconveniente che determinò quel disastro fece cambiare per sempre, dal 1995 in poi, il modo di costruire le navi che trasportano veicoli, in tutto il mondo. I portelloni di ingresso al garage infatti non vengono più realizzati a prua, ma a poppa.

I PRINCIPALI NAUFRAGI IN TEMPO DI PACE, DAL 1945 ALLA FINE DEL VENTESIMO SECOLO 
  • 16/04/1947. La nave francese Grandcamp prende fuoco ed esplode nel porto di Texas City (USA), mentre viene caricata

Wednesday, 24 September 2014

Scorci di Leopoli (Львів, Lwów, Lemberg, Львов, לבוב) nel 2014

Leopoli (Ucraina, 2014) – Scritte in Polacco ed Yiddish fanno ancora capolino, qua e là. Ricordiamo la storia amministrativa di questa città:

  • dal 1349 al 1772: in Polonia-Lituania (con il nome di Lwów);
  • dal 1772 al 1918: in Austria (con il nome di Lemberg);
  • dal 1918 al 1939: in Polonia (con il nome di Lwów);
  • dal 1939 al 1941: in Unione Sovietica (con il nome di Львoв=L’vov);
  • dal 1941 al 1943: nel Governo Generale Tedesco (con il nome di Lemberg);
  • dal 1943 al 1991: in Unione Sovietica (con il nome di Львoв=L’vov);
  • dal 1991 in poi: in Ucraina (con il nome di Львів=L'viv).

  • Al censimento del 1931 la sua popolazione era così composta: Polacchi 198.212 (63,5%), Yiddish 75.316 (24,1%), Ucraini 24.245 (7,8%), Ruteni 10.892 (3.5%) ed altri 3.566 (1,1%), per un totale di 312.231 abitanti.
    Le vicende belliche avrebbero portato alla decimazione della popolazione di religione ebrea ed alla espulsione di quasi tutta quella polacca.
    All’ultimo censimento sovietico (1989), ecco quale era la composizione degli abitanti: Ucraini 622.800 (79,1%), Russi 126.418 (16,1%), Ebrei 12.837 (1,6%), Polacchi 9.697 (1,2%), Bielorussi 5.800 (0,7%), Armeni 1.000 (0.1%), per un totale di 778.557 abitanti.