Thursday, 25 August 2016

Tallinn nell'agosto 2016

Tallinn è la capitale ed il cuore pulsante di tutta l’Estonia. Al primo di agosto 2016, Tallinn registrava 441.357 residenti su 1.315.944 abitanti dell’intera Estonia (dato dell’ultima statistica ufficiale del 01.01.2016). Vale a dire, un Estone su tre vive nella capitale. Il centro storico dal 1997 è inserito tra l’elenco dei patrimoni dell’umanità riconosciuti dall’UNESCO; sulla mappa ha una forma di uovo pendente verso destra, avente a nord la vivace area portuale, dalla quale è comunque fisicamente separata da un’arteria stradale est-ovest, mentre a sud, fra “ore tre” e “ore nove”, si trova la città nuova, con una forma allungata verso est (a ridosso della strada che conduce verso Narva e San Pietroburgo) e verso sudovest (abbracciata alla direttrice che porta verso Pärnu e Rīga). A sudest un lago ed il piccolo e grazioso aeroporto lasciano lo spazio per consentire lo scavalcamento solo della strada direzionale verso Tartu e l’Estonia meridionale. 
La sezione di Tallinn a ridosso del sud del centro storico è occupata da alcuni edifici alti: le “torri gemelle” (lo Swissôtel Tallinn ed il Tornimäe Business Centre, entrambi alti 117 metri e finiti di costruire nel 2007), il Radisson Blu Sky Hotel (103 metri, costruito nel 2005) ed un’altra ventina di grattacieli e palazzoni, perlopiù moderni, 2 dei quali dell’epoca sovietica. Ma la costruzione più alta resta ancora la Chiesa di Sant’Olav (Oleviste kirik), risalente al 1549 e che fino al 1625 ebbe il record di essere l’edificio più alto del mondo. 
Oltre la cinta di detti palazzoni – ma il capitolo non è archiviato, perché sembra che stiano valutando la costruzione di nuovi giganti – c’è la città dei cittadini, sempre più impegnati con il traffico e con i soliti problemi quotidiani. Nei quartieri più popolari, originariamente costituiti da casermoni sovietici tutti uguali, per quanto possibile si è cercato di rendere più piacevole la vita, con arredi urbani e modifiche di ottima riuscita, non disdegnando talvolta di colorare daccapo i palazzi; le altre costruzioni abitative tradizionali, simili a quelle scandinave, in buona parte sono sembrate in ottimo stato di conservazione ed in altri casi in attesa di una reinterpretazione. Il quadro generale è di una città viva e che, nel contempo, cerca di non lasciare indietro gli angoli bui. 
Rimandando alle numerose altre fonti i racconti sul centro storico di Tallinn, dove spesso andavamo per alcune ore alla sera dopo il rientro dalle escursioni quotidiane, preferiamo soffermarci su altri dettagli del resto della città. 
Le strade ed i marciapiedi sono puliti e, sebbene talvolta non mostrino perfetta linearità nel fondo, sono tuttavia sempre senza buche. La segnaletica stradale è completa ed in eccellente stato (nel senso che non ci sono mai pali storti o segnali piegati o arruginiti), scarabocchi e graffiti sui muri sono quasi inesistenti e, laddove presenti, rimandano quasi sempre a parole scritte con caratteri cirillici. L’assenza di cartacce, bottigliette e rifiuti abbandonati si estende dalle strade anche ai parchi ed ai giardini pubblici. In questi ultimi ci sono le panchine sempre integre, le aiole ben curate, le aree con i giochi per bambini costantemente pulite come se fossero state inaugurate un’ora prima; i prati delle aree verdi, inoltre, sono costantemente rasati e non nascondono mai chewing gums, cacche di cani, fazzolettini, residui di sigarette o siringhe usate, tanto per citare alcuni casi di materiale che si trova spesso in analoghi posti in Italia. 
Gli automobilisti sono abbastanza disciplinati, non suonano il clacson, si fermavano sempre per fare attraversare i pedoni e sono molto rispettosi dei limiti di velocità. Non abbiamo mai notato le manifestazioni dello stress che vige in Italia, come urla, gestacci, sgommate, lampeggiamenti di fari, fiancate rigate e compagnia bella. I parcheggi a pagamento si trovano solo nel distretto centrale (Kesklinn) , con prezzi sempre più cari a mano a mano che dalla periferia ci si avvicina al centro storico; si tenga presente che il servizio di trasporto pubblico è gratuito e che i grandi hotels hanno i loro garages riservati e quindi è giusto che, chi si può permettere di andare al centro storico con la macchina, debba pagare per contribuire a mantenere i servizi sociali e pubblici per i meno abbienti. 
Le mamme che lavorano possono contare su particolari asili nido pubblici gratuiti, che quindi consentono alle giovani coppie desiderose di avere figli di non dover ricorrere a nonni, ad acrobazie oppure a servizi privati onerosi. 
Gli indici di criminalità sono notevolmente più bassi che da noi. Se è vero che la pericolosità di una città del “primo mondo”si può misurare dalla quantità di poliziotti che si vedono in giro, a Tallinn non li abbiamo mai incontrati. Sembra che la diffusissima videosorveglianza e la presenza di guardie giurate all’interno dei centri commerciali, come deterrente, possano bastare per andare avanti. Niente uomini in divisa e/o armati davanti al Comune, all’entrata del Parlamento o davanti alle ambasciate. Abbiamo visto solo due sentinelle, ma niente di più, all’entrata della residenza del Presidente della Repubblica, all’interno del magnifico Parco Kadriorg, completamente e gratuitamente avvicinabile ed usufruibile dal pubblico per 24 ore al giorno. 
A Tallinn, così come in tutta l’Estonia, vige il privilegio di poter andare a zonzo e decidere di fermarsi e mangiare in modo “slow food” a qualsiasi ora, perché nessuno si azzarderebbe mai a dire al cliente che la cucina è chiusa, che è tardi per il pranzo o che è presto per la cena. I prezzi sono abbordabilissimi, al punto che, davvero, un nucleo familiare composto da due persone spende di meno a pranzare e cenare fuori di quanto spenderebbe per fare la spesa, cucinare ed apparecchiare a casa. Una formula molto in voga tra molti residenti è quella di fare un buon pranzo completo fuori e, per cena, magari a casa ci si fa bastare un po’ di frutta. 
Tallinn è sicuramente stata promossa come città degna di una visita turistica, ma non nella formula che abbiamo osservato in certi altri turisti. Molto spesso la capitale dell’Estonia viene inserita in viaggi organizzati che comprendono anche Rīga e Vilnius; oppure come scalo di poche ore delle navi da crociera del Baltico. Tallinn invece andrebbe visitata da sola (per 2 o 3 giorni almeno) ed inserita in itinerari che non comprendano altre nazioni, ma anche Tartu e qualche puntatina nelle altre contee, nelle isole o alle colline del sudest.

Un giardino pubblico all'interno di Tallinn.
Tallinn patrimonio culturale dell'umanità.
Tallinn, Vene tänav ("Via Russia"). Il palazzo sulla destra è la sede dell'Ambasciata d'Italia.
Tallinn, centro storico.
Tallinn, centro storico.
Tallinn, Raekoja plats ("Piaza del Comune").
Tallinn, centro storico.
Tallinn, centro storico.
Tallinn, centro storico.
Tallinn, centro storico.
Tallinn, centro storico.
Tallinn, Riigikogu ("Il Parlamento").
Tallinn, veduta dal centro storico verso sud: gli edifici moderno dietro a quelli medievali.
Tallinn vista dal centro velico di Pirita.

Wednesday, 24 August 2016

Estonian manhole covers, ovvero la polvere sopra al tappeto

L’Estonia è uno Stato piccolo e non densamente popolato dove si celebrano 2 feste nazionali legate all’inizio della propria sovranità, a 6 mesi di distanza l’una dall’altra: il 24 febbraio, a memoria della proclamazione dell’indipendenza per la prima volta, avvenuta nel 1918 con una secessione dall’Impero Russo, ed il 20 agosto, per ricordare la restaurazione dell’attuale indipendenza avvenuta nel 1991 con l’uscita dall’Unione Sovietica. Questo perché il periodo compreso tra il 1918 ed oggi è stato interrotto da una lunga occupazione sovietica (1940 - 1991), durante la quale c’è stata anche una parentesi di occupazione nazista (1941 – 1944). Durante il periodo dell’occupazione sovietica, dal punto di vista etnico l’Estonia subì un tentativo di annientamento (continue deportazioni di popolazione locale che veniva dispersa in Siberia ed era sostituita da nuovi immigrati russofoni, che ancora oggi costituiscono quasi un terzo dei residenti), mentre dal punto di vista culturale dovette subire una massiccia russificazione nelle norme, nelle abitudini, nella letteratura, nelle arti. Non tutto fu negativo, intendiamoci, perché se oggi per esempio l’acqua minerale straniera più venduta in Estonia è georgiana e se gli Estoni abbiano dato posti fissi nella loro gastronomia allo šašlyk armeno ed al kefir, queste cose derivano appunto dall’esperienza sovietica. 
Dopo il 1991, grazie ad ingegno, laboriosità e disciplina, gli Estoni intrapresero un processo di riconquista della piena identità nazionale, iniziando con la rimozione di quanti più possibili segni delle precedenti imposizioni sovietiche. Sparirono immediatamente tutte le scritte russe (nomi delle strade, insegne pubbliche e commerciali, documenti ufficiali), anche nella Vironia Orientale (Ida-Virumaa) dove i Russi costituiscono la stragrande maggioranza della popolazione. A Tallinn addirittura furono cambiati i nomi a più di 100 tra vie e piazze (per un elenco dettagliato rimando a >>>questa pubblicazione<<) ed il recupero del centro storico, unito allo stravolgimento architettonico dei quartieri circostanti, hanno spinto sull’acceleratore sulla strada della distanza dai recenti ricordi. 
Viaggiando oggi all’interno dell’Estonia e cercando di mantenere un acuto spirito di osservazione, sembrerebbe davvero che i Russi qui non ci siano mai stati. Le poche scritte con l’alfabeto cirillico nelle quali ci siamo imbattuti, infatti, non hanno nulla di “ufficiale”, ma possono essere definite “di cortesia” per i turisti o per i sempre meno abitanti di lingua russa che non hanno dimestichezza con la complicata lingua estone, integrate quasi sempre da analoghe versioni in Inglese. Tali scritte riguardano i menu al ristorante, i cartelli di avvisi che non rientrano nella segnaletica stradale, qualche insegna dei negozi tuttavia sempre subordinata (cioè con caratteri più piccoli) e non equiparata a quella estone e pubblicità, in particolare quella di qualche banca che invita a fare investimenti o a depositare i soldi da loro. 
Eppure abbiamo scoperto un settore dove la parentesi dell’appartenenza all’Unione Sovietica è ancora in maggioranza rispetto all’Estonia indipendente: i coperchi dei tombini. Si tratta di uno speciale museo a cielo aperto nel quale ci siamo imbattuti un po’ in tutta l’Estonia. Fatta eccezione per la città di Tartu, dove i coperchi dei tombini ci sono sembrati quasi tutti recenti, in tutte le altre località (Tallinn compresa) abbiamo rilevato una maggioranza di manufatti con iscrizioni che riportavano al periodo precedente al 1991. Si tratta di una ulteriore curiosità che dovrebbe esortare chi non è andato ancora in Estonia a partire subito, ovvero prima che con il tempo li cambino tutti. 

E d’altronde anche fuori dall’Estonia ci si imbatte spesso in simili reperti interessanti: a Roma, in Via XX Settembre ci sono ancora diversi coperchi di tombini in ghisa che risalgono al 1897 (quelli con la scritta “SAFOV Torino”), a Latina nel centro storico ancora i coperchi riportano la scritta “LITTORIA”, nel sudest in quasi tutte le località servite dall’acquedotto pugliese prevalgono i coperchi che mostrano il fascio mussoliniano. Per non parlare poi di Leopoli (Ucraina) dove ancora ci sono molti coperchi di tombini con diciture in Polacco (cioè di prima del 1939) o di molte città della Polonia occidentale dove ancora ci sono alcuni coperchi di tombini con scritte tedesche (cioè di prima del 1945). I coperchi dei tombini, in generale, poiché sono resistenti e dispendiosi da cambiare, possono essere un interessante elemento che porta alcune tracce del passato, specialmente nelle città che hanno vissuto cambi di amministrazioni, di epoche o di nomi.

Concludiamo con una serie di coperchi di tombini estoni fotografati da noi nell’agosto 2016.

TOMBINI RISALENTI ALLA PRIMA REPUBBLICA D'ESTONIA (1918-1940)
Fotografato a Tallinn-centro e visto 2 volte. La fonderia "C. Siegel" non esiste più dal 1939.
Fotografato e visto una sola volta a Tallinn-centro. L'industria "A. Tõnisson & Ko" è esistita dal 1914 al 1939.
TOMBINI DELLA REPUBBLICA SOCIALISTA SOVIETICA DI ESTONIA (1940-1991)
ПЯРНУСКИЙ ЗАВОД ПРОДМАШ ("Pyarnuskij zavod prodmash") era una fonderia sovietica a Pärnu. Questo tipo di coperchio è stato fotografato a Kuressaare davanti all'entrata di un garage pubblico, ma l'abbiamo notato in tutta l'Estonia. la grande lettera T stava per Tелефонная Cеть ("Telefon Set'").
Fotografato a Narva. Come il precedente, ma di anno diverso.
Fotografato a Tallinn-centro. Come il precedente, ma di anno diverso.
Fotografato a Tallinn, ma visto in tutta l'Estonia. Г significava Гидрант ("Ghidrant" = idrante).
Fotografato a Tallinn. ГК stava per "Canalizzazioni municipali" (Городская Канализация = Gorodskaja Kanalizatsija).
Fotografato a Tallinn, ma visto in tutta l'Estonia. ГК stava per "Canalizzazioni municipali" (Городская Канализация = Gorodskaja Kanalizatsija).
Tелефон = Telefon. Visto una volta a Tallinn-centro e diverse volte nel sudest dell'Estonia.
Fotografato a Tallinn, ma visto in tutta l'Estonia. ГК stava per "Canalizzazioni municipali" (Городская Канализация = Gorodskaja Kanalizatsija).
Fotografato in un quartiere residenziale di Tallinn occidentale.
Fotografato e visto 2 volte a Tartu-centro. Visto anche poco lontano dal porto di Tallinn ed in alcune strade nei pressi della stazione ferroviara Balti Jaam. Le lettere cirilliche russe ГС (che stavano per Газовая Cеть = Gazovaja Set' = Servizio del Gas) sono incise in modo da dare la percezione del simbolo comunista di falce e martello.
ДК stava per "canalizzazione delle acque piovane". Fotografato a Tallinn e visto in tutte le altre città. Proprio questo è interessante per la data: 1990, ovvero l'ultimo anno completo nel quale l'Estonia è stata soggetta all'Unione Sovietica.
Fotografato a Tallinn. ГС stava per Газовая Cеть (Gazovaja Set' = Servizio del Gas).
Fotografato a Tallinn, ma visti altri simili in tutta l'Estonia. ГВ significava "acquedotto municipale" (городской водопровод = gorodskoj vodoprovod).
Canalizzazione dell'acqua piovana. Coperchio fotografato a Tallinn, fatto dall'industria metallurgica "Ilmarine". Lo stemma di tale industria era stato ideato da Rihet-Urmas Ploomipuu.
Coperchio delle condutture idriche realizzato dall'industria metallurgica "Ilmarine", fotografato a Tallinn.
TOMBINI DELL'ATTUALE REPUBBLICA DI ESTONIA (DAL 1991 IN POI)
Acquedotto municipale di Tallinn.
Acquedotto municipale di Tallinn (altro tipo).
Fotografato a Tallinn, ma diffuso in tutta l'Estonia, questo tipo di coperchio riguarda i servizi idrici. "Uponor" e "Niemisen Valimo" sono due aziende finlandesi.
Acquedotto municipale di Tartu.
Tombino delle condutture idriche realizzato dalla ditta Veeseadmed, con sede centrale in Finlandia e con succursali in Estonia e Lettonia. Fotografato a Tallinn, ma visto anche altrove.
Tombino delle condutture idriche realizzato dalla ditta estone Vesiterm. Fotografato a Tallinn e visto anche a Haapsalu e Pärnu.
Tombino idrico realizzato dalla Ulefon, ditta norvegese fondata nel 1657 e con succursali anche in Svezia, Danimarca e Finlandia. Fotografato a Tallinn, ma diffusissimo in tutta l'Estonia e probabilmente presente anche in altri Paesi.
Telefonia dell'Estonia. Fotografato a Tallinn e visto anche altrove.
Telefonia dell'Estonia. Fotografato a Tallinn e visto anche altrove.
Fotografato a Haapsalu, ma diffuso in tutta l'Estonia, questo tipo di coperchio riguarda i servizi idrici. "Niemisen Valimo" è una fonderia finlandese.