mercoledì 25 gennaio 2012

Nazionalismo nella Finlandia russa (1809-1917)

Il Trattato di Tilsit (oggi Sovetsk) del 1807, stipulato tra Napoleone Bonaparte ed Alessandro I di Russia, cambiò in quel tempo il destino della Finlandia. Poiché il re svedese si era rifiutato di entrare nell’alleanza franco-russa contro l’Inghilterra, la Svezia fu attaccata e sconfitta dalla Russia, che le strappò via la Finlandia. La Pace di Fredrikshamn (Hamina), nel 1809, sancì la fine dell’unione finno-svedese durata quasi 600 anni.
La Finlandia divenne un Granducato legato allo zar da un giuramento di fedeltà ed iniziò a dipendere dalla Russia per tutte le decisioni riguardanti la difesa e la politica estera.
Dal 1821 la città di Åbo (Turku), semidistrutta a causa di un incendio, cessò di essere la capitale e lo divenne Helsingfors (Helsinki).
Fino alla salita al trono dello zar Nicola II nel 1894, la Finlandia riuscì a godere di una certa autonomia. Lo zar era rappresentato da un governatore generale ed il Senato era composto esclusivamente da rappresentanti finlandesi. La lingua ufficiale restava lo svedese e la religione locale non subì alcuna limitazione di libertà.
Nella seconda metà dell’Ottocento furono realizzate grandi opere pubbliche, quali ferrovie e canali, che migliorarono in modo sensibile le comunicazioni. Il sistema scolastico riportò alla luce il problema della convivenza di tre lingue (finlandese, svedese e russo) . La questione della lingua divenne un tema politico con la costituzione del Partito Finlandese nel 1863, anno che vide anche la pubblicazione di una tesi in difesa della lingua finlandese scritta da J.V. Snellman, favorevole alla parità dei diritti linguistici con lo svedese sia negli uffici amministrativi che nei tribunali.
La situazione cambiò radicalmente e divenne critica con l’ascesa al trono di Russia dello zar Nicola II, il quale avviò una politica panslavista che mirava al rigetto di ogni pretesa da parte finlandese. Nel 1899 Nicola II decretò il passaggio di tutti i poteri legislativi nelle mani dello zar e del parlamento russo. La reazione fu violenta e portò all’assassinio del governatore russo Nikolaj Ivanovič Bobrikov nel 1904. Nel 1906, in seguito ad uno sciopero generale, lo zar iniziò a fare qualche concessione, accordando alla Finlandia una costituzione più liberale e la possibilità di formare un parlamento monocamerale eletto a suffragio popolare.
Nel dicembre 1917, a seguito della rivoluzione bolscevica, la Finlandia riuscì a proclamare la propria indipendenza, riconosciuta nel 1918 dalla Russia sovietica.
Proponiamo in visione alcune testimonianze sull’umore di molti Finlandesi nell’epoca dello zar Nicola II. Si tratta di posta sulla quale appaiono dettagli, più o meno espliciti, di intolleranza verso il tentativo di egemonia panslavista.

Cartolina finlandese del 1908: è stata utilizzata sottosopra per deturpare l'intestazione russa e lo stemma dello zar con la dicitura sottolineata "Danmark".
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Cartolina finlandese del 1902: è stata utilizzata sottosopra e con due linee sulle didascalie in Russo.
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Cartolina che ha viaggiato da Helsingfors (Helsinki) a Kovna (Kaunas) nel 1898: fu applicato un francobollo aggiuntivo (ed apposto il timbro postale) proprio in modo da rendere parzialmente illegibile il nome della Finlandia in Russo.
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Lettera raccomandata partita da Helsingfors (Helsinki) nel 1901: la dicitura "FINLAND" energicamente sottolineata in rosso la dice lunga!
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Cartolina finlandese del 1903: fu appiccicata una parte della cornice senza valore del foglio dei francobolli esattamente sopra allo stemma imperiale dello zar di Russia. L'ufficio postale, poi, ci sbatté sopra una energica timbrata!
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